La rivista UNO

Finestre e arborescenze

Article du 11.05.2011 de Roberta Deambrosi

Uno è un racconto”, così esordisce l'editoriale, ma in fondo, verrebbe da dire, Uno è un segno grafico che si mangia la coda, la “u” e la “n” simmetriche a formare un ovale, una “o”, un contenitore. Uno potrebbe anche essere una persona, un protagonista generico di una storia, uno dei tanti che abitano queste contrade incastrate tra mondi contrapposti e paesaggi contraddittori : le rubriche sono tante, le puntate son già quattro, fanno parecchie pagine e dunque parecchie scorribande per l'occhio e per il mouse.

Ma è forse bene riportare anche i corti slogan – o incipit – che accompagnano la traccia audio ad ogni numero (ascoltabile anche su Radio Gwen, l'agguerrita webradio che trasmette da Chiasso e ospita sul suo sito le pagine di Uno) : “Ci hanno inviato delle parole e siamo partiti” ; “A Roma un mattino di febbraio una vecchia signora imbuca una lettera…”; “Raccontare per poter affermare _Noi siamo ! Noi ricordiamo” ; “Uno è un racconto gente. Cerchiamo la realtà tra le pieghe della quotidianità”. Alla ricerca delle storie dunque, ci addentriamo in Uno_.

La linea editoriale è di Alan Alpenfeld – che si occupa anche della rubrica “Musica” – e Flavio Stroppini – scrive in “Parola”, “Oggetto” e “Personaggio” – ai quali si affiancano i numerosi collaboratori. La rubrica “Frontiere” ha per i quattro punti cardinali quattro redattori, Ilaria Mele, Gerry Mottis, Filippo Gander, Kurt Genovese ; la penna di riferimento per “Note” è quella del musicista Zeno Gabaglio, mentre il foglio da disegno per il “Fumetto” mensile è affidato a Giuseppe Franco. Le divertenti digressioni, più che recensioni, di Olmo Cerri, sono leggibili alla finestra “Cinema”, mentre le segnalazioni dal variegato mondo della danza sono di Katja Vaghi. Si sviluppa presto un debole per “Grafica” in cui Saul Savarino, con poche taglienti parole, svela un universo, così come ci si vorrebbe abbonare alla schiettezza di Simona Casonato che ci parla di “Teatro”. Federica Patera propone pezzi di “Serie tv” ; la rubrica “Altrove” esiste sia su Uno che su 30x60, il magazine online della Scuola Holden, mentre Filippo Zanoli sviluppa lungo le varie puntate una riflessione attorno alla parola “Fame”. Lorenzo Romeo riesce ogni volta a proporre in “Videogioco” un raccontino-commento leggibile anche dai profani.

La sezione “Scritti” si sviluppa in un'arborescenza di testi e presentazioni ogni volta diversi. In “Letteratura” d'aprile leggiamo le osservazioni minute di Alberto Nessi : i vicini, gli abitanti del paese, gli amici, gli sconosciuti che entrano per qualche minuto o parola nel campo visivo e cognitivo di chi racconta e lasciano una traccia trasparente, un profumo di malinconia. Francesco Tomada, che è nato nel 1966 e vive a Gorizia, regala in “Poesia” un testo che è un tzunami per la testa e le viscere : Portarsi avanti con gli addii ; il siciliano Giorgio Vasta, in “Specchio”, racconta dei suoi multipli incontri con lo stereotipo elvetico forse più duro a morire, quello sulla percezione e l'utilizzo del tempo, dove i minuti sono “come ostie da tenere in bocca”. Un'interessante e soprattutto ottimista presentazione della webzine italiana Colla occupa la pagina dedicata all'”Editoria”, e per “Raccontare” quanto falsa sia l'antitesi “mare” versus “Svizzera italiana” viene chiamata l'edizione 2011 del Festival ChiassoLetteraria.

Sopraffatte dai contenuti e dal formato, sono la lingua e l'accuratezza ortografica a patirne un pochino, ma forse, fra le onde e le vibrazioni continue della rete, ciò non è più considerato un disturbo, ma un rollìo all'ordine del giorno. Quel che è sicuro è che _Uno_non delude, sia per la dinamicità, sia per la varietà di letture che ben difficilmente annoiano. Per chi poi sviluppasse un'isteria da click, esiste anche l'opzione gioco/passeggiata fra le numerose pagine in cerca del link nascosto.