Angelo Casè

Casè, Angelo

Angelo Casè (Locarno, 16 dicembre 1936 - Minusio, 10 marzo 2005) è stato autore di poesia, narratore (soprattutto per ragazzi) e critico letterario.

Bibliographie

  • Racconti, Bellinzona, Sottoscala, 2010.
  • Taedium vitae, con un'introduzione di Gilberto Isella, Lugano, G. Casagrande, 2005.
  • Die rote Lilie, (La Main coupée), aus dem Franz. von Giò Waeckerlin Induni, Basel, Lenos Verlag, 2002.
  • L’espoir d’une vie meilleure [La certezza del meglio], traduction de Yvette Z’Graggen, Vevey, Aire, 1994.
  • Barnaba e il prato di Ceresol, Zürich, ESG, 1991.
  • Fuori tiro, con cinque serigrafie di Pierre Casè, Locarno, Rasa, 1990.
  • La certezza del meglio, Gordola, La linea, 1988.
  • Al dunque, Locarno, Il Trespolo/SPSAS, 1986.
  • Mosè Bertoni. Da Lottigna al Paraguay, Zürich, ESG, 1986.
  • Una lontana vigilia, Lugano, La Buona Stampa, 1983.
  • La veglia nella stalla, Lugano, La Buona Stampa, 1982.
  • L’estate balorda del ‘44, Lugano, La Buona Stampa, 1982.
  • Un Natale di miseria, Locarno, Offset Stazione SA, 1980.
  • La lunga memoria, Lugano, Cenobio, 1978.
  • Le precarie certezze, Lugano, Cenobio, 1976.
  • Die Rote Piazza, traduction de Rita Gilli, Zürich, Orte, 1976.
  • La vacanza balorda, Zürich, ESG, 1975.
  • L’ora dei ramarri, Zürich, ESG, 1974.
  • Trillinaso, Lugano, Gaggini-Bizzozero, 1970.
  • Via Torrebella, Zürich, ESG, 1969.
  • Il pittore di via Monteguzzo, Locarno, Pedrazzini, 1967.
  • I compagni del cribbio, con una nota di Giuseppe Cintioli, Milano, Mondadori, 1965.
  • Il Mantide, Locarno, Pedrazzini, 1965.
  • Putolà, Bollablu e Fata Zottolì, Zürich, ESG, 1963.
  • Il Silos, con una prefazione di Giorgio Orelli, Locarno, Carminati, 1960 (Lugano, G. Casagrande, 2015).
  • Fantasie nuove, Zürich, ESG, 1959.
Racconti (Bellinzona, Sottoscala, 2010)
Racconti (Bellinzona, Sottoscala, 2010)

«Guarderanno assieme dietro le ultime case del paese, dove il fuoco per secoli ha divorato boschi e prati e malghe. Lui capirà, finalmente, come il suo carattere permaloso e irascibile sia stato formato, una sera di marzo, quando la vita pareva una festa ed era soltanto la vigilia di un dolore. Si guarderanno, madre e figlio, con occhi più lucidi: alla finestra, saranno due ombre nella luce violenta del giorno nuovo, due creature come ce n'erano state migliaia prima di loro, come ce ne saranno migliaia dopo, di là dalla morte che una valle come la loro poteva ospitare». C'è da parte dell'autore di questi racconti, rimasti troppo a lungo in un silenzio immeritato, una continua proiezione di sé medesimo e dei propri ricordi infantili sullo sfondo dolente di un mondo rurale e contadino, quello della Valmaggia, ora amato visceralmente ora sentito come fuori della storia.