L'occhio s'imperla
Ventisette mottetti

Arricchito dalle illustrazioni di Luca Mengoni, L'occhio s'imperla è un piccolo, importante libro che raccoglie ventisette nuovi mottetti di Federico Hindermann e gli omaggi in forma di poesia, traduzioni, brevi prose, ricordi, scritti augurali di alcune personalità della letteratura italofona, tra cui Giorgio e Giovanni Orelli, Fabio Pusterla e Dubravko Pušek. A testimoniare l'impronta discreta ma decisiva che Hindermann – giornalista, docente universitario, editore, traduttore, oltre che voce fondamentale della poesia svizzera in lingua italiana – ha impresso e continua ad imprimere a novant'anni compiuti. (rd)

Critique

de Roberta Deambrosi

Federico Hindermann, novant'anni compiuti lo scorso 27 luglio, da quasi quattro decenni ci regala una poesia forte, vertiginosa, complessa nella sua lingua sempre esatta e profonda – ogni parola un mondo –, tanto che non si può non continuare, irretiti, a leggerla e rileggerla (dalla sezione Versi recenti, in Poesie. 1978-2001, Verona, Valdonega, 2002, p. 263):

FIRMAMENTO
Firmamento, ferragosto,

che luci sbisciano in fila, che festa

da che girarrosto lassù meraviglia

anche noi sordi, nella notte soli

con le averle in foia, i becchi

a chi piglia, piglia per strozzar le prede,

sugli stecchi fissarle, le mosche,

i topolini, le nostre pupille in perle

di pianto e verrà l'inverno

e la carestia; chi or ora vede nei voli

ciò che torna, non torna di stelle

e dell'eterno

la scia di gioia.

Rileggere dunque la produzione di un poeta mai sazio del proprio cercare, per ritrovare motivi miracolosamente incastonati nella forma prediletta da Hindermann negli ultimi anni: il mottetto, nel solco delle precedenti raccolte (da Mottetti per stornellatori, in Perché dobbiam morire margherita?, Bellinzona, Sottoscala, 2002, a Cerchi di luce, Lugano, Opera Nuova, 2010). Ecco il primo dei ventisette raccolti nel libro augurale, da cui anche il titolo:

L'occhio s'imperla,

ride o piange non sai, lo sogni

che si lamenta o grida l'averla?

Il volume lascia trasparire, innanzitutto attraverso gli essenziali componimenti – recentissimi: una riproduzione del foglietto manoscritto di uno dei mottetti riporta la data dell'11.06.11 – come Hindermann, fedele alla sua discrezione e modestia, sveli solo poco a poco la portata della sua scrittura e del suo operato in campo letterario, alle orecchie ben tese di «noi creature sul chi vive» (p. 75). I contributi che accompagnano la raccolta, oltre al loro carattere d'omaggio, portano sicuri spunti al lettore che voglia scoprire o riscoprire questo fondamentale autore.

Seppur quasi sconosciuta al di fuori dei confini elvetici, quella di Federico Hindermann è una delle voci poetiche più importanti nella Svizzera italofona: così è stata definita da più parti. E da più parti è stata indicata come una delle più colte, impressionante per i suoi rimandi e le fonti che sono quelle di un letterato a tutto tondo: abituato allo stare a cavallo fra più lingue, Hindermann è stato giornalista letterario presso testate germanofone, traduttore dall'italiano e dal francese verso il tedesco, lettore a Oxford, professore di letterature comparate a Erlangen e infine direttore della prestigiosa casa editrice zurighese Manesse.

Revue de presse

Segnaliamo l'interessante dossier preparato e messo in linea dalla RSI «I 90 anni di Hindermann. Insegnamento, editoria, traduzione e poesia», che oltre a riproporre filmati e audio d'archivio, presenta una breve intervista del poeta registrata qualche giorno prima del compleanno ad Aarau, e l'augurio-lettura di Giorgio Orelli, registrato a Prato Leventina il 23 agosto scorso. (rd, 15.09.2011)